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Presentazione del nostro Istituto


Sede: via F.lli Cervi N° 2  C.A.P. 25012  Calvisano (BS)          Telefono e Fax  030/968015

Con sezioni a Calvisano - Viadana - Isorella - Mezzane.

 

 

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Contesto storico e socio-culturale

 

 

Calvisano

 

La presenza umana nel territorio calvisanese è documentata sin dal Neolitico ed esistono altre testimonianze risalenti all'Età del Bronzo. Nel Periodo Romano il territorio ad est dell’attuale centro abitato venne sottoposto a centuriazione ed è nota la  presenza di ville di campagna e di un insediamento presso la chiesetta di San Zeno. Importante è stata anche la presenza  dei Longobardi, insediati nella zona ad ovest dell’attuale centro abitato in un’area boscosa e ricca di “lame”, aree paludose lungo i corsi d’acqua. Significativi sono i resti rinvenuti nella necropoli rinvenuta nell’’800, all’epoca della costruzione della linea ferroviaria Brescia-Parma.  Il nucleo abitativo sorge nella attuale posizione solo intorno al 900, all’epoca delle incursioni degli Ugari, le due comunità, fino ad allora ben distinte, scelsero un luogo sicuro e vi si insediarono fortificandolo e  deviando il corso di un vaso che nasceva a nord del centro abitato, per creare un fossato. Fino allo ‘800 era evidente nella toponomastica la realtà di questa fortificazione (via Castelvecchio, via Fossa, via Spolto ecc). Nel tempo le due comunità, longobarda e romana andarono via via integrandosi. Costituito come Comune, per lungo tempo il territorio di Calvisano è stato conteso tra la signoria dei Visconti e la Serenissima divenendo teatro di numerose battaglie.  Dopo la lunga dominazione sotto lo stemma del leone di San Marco, il comune viene sottomesso da Napoleone, ma in breve tempo il territorio viene inglobato dall'Impero Austriaco e vi rimane fino alla costituzione del Regno d'Italia. L’economia di Calvisano è stata per lungo tempo essenzialmente agricola. Nel corso dell’ultimo secolo, invece, soprattutto in  seguito al cosiddetto “boom economico” Calvisano ha sviluppato numerose industrie e attività artigianali di supporto all’attività agricola.  Oggi  è un comune moderno che conta circa 7000 abitanti, distribuiti tra il centro e le tre frazioni di Viadana, Mezzane e Malpaga. Numerosa è la presenza di cittadini di nazionalità straniera, in particolare dall’Europa dell’est, dall’Africa e dall’India. tanto che la scuola risulta inserita nelle aree a forte processo migratorio.

Il Comune attualmente costituisce una significativa realtà soprattutto nel campo dell'allevamento e dell'industria, oltre che nell'agricoltura e nell'artigianato.

Non possiamo infine dimenticare che Calvisano è conosciuto in ambiente sportivo per la presenza di una delle più forti squadre italiane di rugby, la Rugby Calvisano.

 

Isorella

 

 Isorella, denominato “Comune di Isorella con S.Nazzaro” sino alla fine dell’ ‘800, è un centro rurale situato nella Bassa Bresciana orientale a circa 30 km.dal capoluogo di provincia.

Isorella, probabilmente, deriva il proprio nome da “IS” = acqua, toponimo di origine celtica che indicherebbe l’esistenza di un villaggio abitato dai Galli Cenomani prima dell’epoca romana.

Di tale epoca nel borgo attuale è riconoscibile la centuriazione delle campagne, testimoniata da un “termine muto”, un cippo di centuriazione rinvenuto presso il Naviglio.cippo di centuriazione rinvenuto presso il Naviglio.

Il Comune di Isorella si è munito fin dal 1797 di uno stemma costituito da un fascio sormontato da un berretto frigio incrociato da due bandiere:il tricolore italiano e l’azzurro di Brescia.

La nota dominante del paesaggio nel territorio è il Naviglio che lo attraversa fiancheggiato dalla provinciale Brescia-Parma ed al quale il paese è legato nella storia e nel quotidiano; in effetti il canale è stato determinante nello sviluppo dell’economia agricola del paese.

Il paesaggio urbano è contrassegnato inoltre da due chiese quasi contrapposte sulle rive del canale.

Anche ad Isorella il mutamento epocale degli anni ‘60 ha segnato il passaggio dalla millenaria cultura rurale alla civiltà tecnologica, con la conseguente espansione edilizia sia di capannoni e di laboratori, che di quartieri residenziali.

Oggi il paese continua a crescere, cambiare e progredire attorno alle quattro strade principali che si incrociano al “Ponte Grande”, cuore storico del paese.

Gli abitanti si contano in numero di 3825,distribuiti in 1492 famiglie.

Il tessuto socio-culturale vede la componente di numerosi cittadini stranieri, prevalentemente riferibili alle nazionalità Rumena e Marocchina.

Dal punto di vista economico, prevale l’attività di imprese artigianali o della piccola industria legate alla produzione di tipo meccanico. L’impegno formativo verso le giovani generazioni, oltre che in ambito familiare, si concretizza nelle Scuole dei tre ordini: Sc.dell’Infanzia – Sc.Primaria  - Sc.Secondaria di primo grado e nelle attività proposte dall’Oratorio Parrocchiale, da varie società sportive, da associazioni di volontariato

 

Che cos’è l’Istituto Comprensivo?

 

L’istituto Comprensivo aggrega in una sola struttura funzionale le scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di I grado di uno stesso ambito territoriale, con il fine di migliorare e rendere più coerente il progetto formativo rivolto agli alunni dai 3 ai 14 anni. I tre gradi scolastici continuano a funzionare distintamente secondo le loro caratteristiche (programmi, orari, insegnanti), ma l’azione didattica degli insegnanti viene meglio organizzata e coordinata. Infatti, nell’Istituto Comprensivo si costituiscono una sola Presidenza, un solo Consiglio di Istituto, un Collegio dei Docenti unitario, per affrontare in modo integrato i vari aspetti della vita della scuola, relativi alle scelte educative e didattiche, alla valutazione degli alunni, alla gestione dei finanziamenti.

L’Istituto comprensivo garantisce:

 

1 una efficace continuità educativa (curricolo verticale);

2 una gestione più flessibile dell’organizzazione (autonomia didattica);

3 rapporti più stretti con i genitori ed il territorio (integrazione sociale).

 

L’Istituto si qualifica come scuola del territorio, perché può dialogare più intensamente e con maggiore convinzione con gli Enti locali, le associazioni, il volontariato, gli istituti culturali, affinché tutti contribuiscano ad arricchire l’offerta formativa della scuola.